Mola Crea - Documento di intenti

I romanzi, i racconti, le poesie, la drammaturgia che ci riguardano.

Documento di intenti

MOLA CREA è una iniziativa culturale che intende declinarsi come “letteratura inserita nello spazio” piuttosto che come “spazio inserito nella letteratura”. Non si vuole decifrare cioè o ricostruire quanto lo “spazio” cittadino (la città di Mola) sia fattore ispiratore di opere letterarie, quanto dunque la città sia oggetto di manufatti letterari, bensì si vuole decifrare - valorizzandola - la multiforme espressività letteraria che trova origine o correlazioni obiettive in un ‘metaspazio’ (la città di Mola, il suo territorio, le sue vicende attuali e passate, le sue risorse umane) che in qualche modo funziona quale sorgente, ‘patria’ (o ‘matria’) di numerosi Autori viventi che lasciano traccia di norma per il tramite dell’industria o della microindustria culturale.


Non vi è comunque un meccanico rapporto di causa/effetto fra soggettività creativa e ‘metaspazio’, nel senso che non è facile e neppure utile tutto sommato esercitarsi in questo cimento analitico di individuazione di eziologie e impatti: di certo alcune ‘cause’ hanno determinato e determinano alcuni ‘effetti’, ma ciò che a nostro avviso conta è l’esistenza di una koinè intellettuale, culturale, sociale, storica e geografica (Mola) che in qualche maniera supporta la creatività letteraria o anche la facilita o più semplicemente costituisce lo "sfondo" di molteplici relazioni intersoggettive.


Quindi in MOLA CREA il verbo creare è adoperato con un significato che indica qualcosa quasi di magico e di inconsueto ma anche di potente: intende sottolineare cioè l’esistenza di una città che si esprime anche con ‘atti’ di creazione letteraria che per la loro consistenza ed efficacia evocative funzionano come vera e propria massa critica in grado di concorrere a caratterizzare il “genius loci”.


Tutto ciò richiama – ovviamente - la nozione di ‘identità’, sulla quale si sono spesi fiumi di inchiostro; ma per i nostri fini è sufficiente chiarire che certamente a plasmare l’identità della città di Mola concorrono quegli Autori creativi che riconosciamo come correlati al suo ‘metaspazio’; si può anche concludere che questo concorrere funzioni alla stregua di un ‘imprinting’ per la città, magari poco riconosciuto all’attualità. Anche per questo MOLA CREA si propone di portare maggiormente alla luce tutto ciò, dandone più consapevolezza in primo luogo a beneficio di coloro che abitano il ‘metaspazio’.


Quindi fra gli scopi di MOLA CREA vi è:

  • La ricognizione delle espressioni letterarie (le poesie, i romanzi, i racconti, la drammaturgia) e dei creativi della parola (gli Autori);
  • La conoscenza collettiva dei manufatti letterari, anche al fine di favorire una più compiuta evidenziazione di ciò che si cela sotto i velami della scrittura, consentendo a chi abita il ‘metaspazio’ cittadino sia di goderne esteticamente sia di appropriarsi delle problematiche implicate;
  • La valorizzazione critica delle espressioni letterarie e degli Autori affinché siano conosciuti nel più ampio contesto (ultracittadino) della comunità letteraria, alimentando correnti di studio e di valutazione in un fecondo confronto ad ampio raggio.


A questo fine MOLA CREA intende avvalersi di strumenti ed eventistica adeguati e non effimeri, cioè: un gruppo di sostegno e analisi; gruppi (non ampi) di lettura, costituiti da cittadini selezionati con criteri opportuni; lancio di reading pubblici, anche utilizzando a supporto forme creative diverse da quelle letterarie (immagini, musica, filmati, teatralizzazioni); seminari aperti al pubblico di approfondimento e valutazione critica dei manufatti creativi e delle parabole biografiche degli Autori, con la finalità di pervenire – successivamente – alla pubblicazione di una antologia della letteratura creativa cittadina; misure di marketing al fine di migliorare la diffusione e il consumo delle opere creative, oltre che la loro conoscenza da parte dell’industria/microindustria culturale; relazioni virtuose con le popolazioni scolastiche (studenti e insegnanti); approntamento di limitate pubblicazioni sostenute da sponsorizzazioni pubbliche o private; collegamenti con altri contesti spaziali (al fine di ampliare il punto di osservazione cittadino) o con altre esperienze creative diverse da quelle letterarie.


MOLA CREA non è una iniziativa campanilistica o provincialistica. I fondamenti teorici della possibilità e utilità di indagare la produzione letteraria anche su una base territoriale di micro ampiezza (nel nostro caso una città) si rinvengono nei metodi di indagine innovativi fondati sul rapporto fra critica letteraria, sapere storico e sapere geografico. Citiamo solo alcuni importanti referti di tale fecondo filone di studi: Carlo Dionisotti, Geografia e storia della letteratura italiana (Einaudi); Atlante della letteratura italiana, a cura di Sergio Luzzatto e Gabriele Pedullà (3 voll., Einaudi); Franco Moretti, Atlante del romanzo europeo 1800-1900 (Einaudi). Ad essi possiamo aggiungere opere più tradizionali ma che in ogni caso contemplano la variabile geografica in correlazione alla produzione letteraria: Walter Binni e Natalino Sapegno, Storia letteraria delle regioni d’Italia (Sansoni); i 4 volumi su “Storia e Geografia” inseriti nell’opera in più volumi Letteratura italiana a cura di Alberto Asor Rosa (Einaudi). Riguardo la Puglia (base territoriale di media ampiezza) è utile segnalare Daniele Giancane, Il cigno e la cicala. Pagine di critica sulla letteratura in Puglia e Basilicata (Levante). Un recente esempio di indagine letteraria a base di micro ampiezza (città di Valenzano, in provincia di Bari) è nella rivista Incroci n. 38 del 2018, pubblicata presso Adda e diretta da Lino Angiuli, Daniele Maria Pegorari e Raffaele Nigro. Riguardo ai referti poetici, è da citare la recente antologia Puglia in versi. I luoghi della poesia, la poesia dei luoghi, a cura di Daniele Maria Pegorari (Gelsorosso), con il contributo critico del Curatore I sentieri pugliesi della poesia, nonché l'introduzione contenuta nell’antologia Lirici pugliesi del Novecento, a cura di Ferruccio Ulivi ed Elio Filippo Accrocca (Adriatica), ove fra l’altro si enuncia una contrapposizione fra “ratio sanguinis” e “Koinè regionale” propendendo per l’importanza della seconda. In campi diversi da quello specifico della creatività letteraria riveste attinenza con la problematica qui evidenziata la riflessione “paesologica” di Franco Arminio ed anche la sconfinata letteratura sulle nozioni di “identità” e “genius loci”.

Condividi pagina

Share by: